L’Oasi dell’Eremo di Santa Maria di Pietraspaccata

eremo pietraspaccata napoli

(immagine da www.teleclubitalia.it)

 

Proprio come un “insospettabile” e arido paesaggio africano può nascondere in grembo i più preziosi diamanti, così inaspettate province di città apparentemente “completamente esplorate” possono custodire ruderi che offrono alla vista la preziosità dell’antico. Tali luoghi restituiscono il passato all’attualità presente, squarciando e annullando distanze temporali di secoli.

Nella cittadina di Marano, piccola provincia a Nord di Napoli, fronde di un antico e imponente castagno selvatico, fanno da sipario ad una di quelle “perle” a pochi note.

In un suggestivo paesaggio da “bosco incantato”, entro residui di proprietà terriere tramandate da generazioni e donate quattro secoli or sono alla Curia puteolana, l’antica chiesetta, in parte rupestre, di Pietraspaccata affascina l’osservatore concretizzando davanti ai suoi occhi un gioiello di graziosa e sapiente costruzione, degna della più esperta “archeologia ecologica” dei nostri tempi.

Scavata direttamente nella parete rocciosa e ampliata nei secoli con successive costruzioni a latere ed un secondo piano adibito a romitorio e arricchito da altri spazi dedicati agli aspetti della vita quotidiana dell’eremita prima, dei monaci poi ivi residenti, l’incantevole chiesetta si staglia infatti in un contesto che pare “inglobarne” le forme e si fa tutt’uno con un paesaggio che sembra non “circondarla” ma “comprenderla”: la grande maestria di un tempo non ben precisato ha reso la propria opera  parte dello stesso paesaggio.

E se sterpaglie o secolari rami si affacciano dalle finestre ormai prive di infissi, o penetrano nell’antico spazio riservato alla campana (andata ahimè perduta), sembrano adagiarsi su quelle poche pietre ormai sconnesse ed erose ma che sembrano essere lì apposta a far d’appoggio ad un verde che proietta la sua, qua e là interrotta, ombra, nel cortiletto antistante. La loquace denominazione, coniata dal professor Carlo Palermo anni fa, di Oasi dell’eremo, ben descrive la poetica “cartolina” che un simile connubio restituisce al visitatore.

Ma non è solo nell’ambiente circostante che la chiesetta perde i suoi tratti di “artificialità” per fondersi con esso e non è solo il paesaggio naturalistico a sposarne storia e struttura, c’è di più. Santa Maria di Pietraspaccata, o la chiesiella come si suole chiamarla dagli abitanti delle masserie immediatamente circostanti, ma anche di Torre Caracciolo e Quarto, ha “impregnato” di sé anche il vissuto degli uomini che vivono nelle vicinanze o che hanno con essa “legami di parentela” o vi sono semplicemente passati o sostati nel tempo.

Posizionandosi nel crocevia (un tempo passaggio obbligatorio) tra i tre paesini, ’a chiesiella e la sua storia, si inseriscono infatti nella vita quotidiana e nella familiarità degli uomini. Così se fisicamente essa è ubicata in un crocevia, “spiritualmente” essa si pone all’incrocio tra leggende e realtà, in quei nodi in cui saldamente il sacro e il profano si intrecciano.

Già il nome infatti nasce dalla leggendaria spiegazione della scelta del luogo in cui scavare la cappella principale: si narra che un enorme costone della parete di tufo si fosse staccato e, nello schianto col suolo si fosse spaccato a metà, dischiudendo una stupenda statua, riproduzione della Madonna col Bambino seduto sul ginocchio e reggente nella mano destra una sfera (che magari potrebbe rappresentare il globo) di materiale fosforescente che gli abitanti delle vicine masserie “adoravano”, il lume eterno.

Ma non è l’unica versione della presunta origine “miracolosa” dell’eremo. Un’altra infatti racconta dell’intervento divino durante gli inizi dei lavori; il luogo prescelto come destinazione della cappella doveva essere infatti una delle stanze a pian terreno che affacciano all’esterno della poco distante masseria di Fuoragnano, come ancora testimoniano gli affreschi sotto la volta di questo spazio poi adibito a cantina. Puntualmente però, al mattino, i costruttori trovavano i materiali e gli strumenti lasciati il giorno prima in tal luogo, misteriosamente “spostati” nel punto ove sorge la chiesa; il luogo che “la Madonna” preferiva non era però casuale, esso si trovava infatti molto più vicino al luogo in cui un cacciatore, richiamato dall’incessante abbaiare del segugio che aveva a seguito, aveva ritrovato, in luogo di qualche sperata preda, l’enorme roccia che custodiva al suo interno la statua col Bambinello che aveva attirato l’animale per lo sfolgorio del lume eterno. La curiosità dell’ignoto cacciatore lo costrinse ad un duro lavoro per liberare la scultura dalla pietra che la imprigionava e l’avvenimento fu accolto come un chiaro segnale che proprio la Vergine commissionasse e reclamasse proprio lì la costruzione di un santuario a Lei dedicato.

Il fatto che più versioni della stessa leggenda, leggermente modificata nel raggio di pochi chilometri, si siano affiancate rende testimonianza di quanto fosse sentita e partecipata la chiesiella che, per secoli fu un attivo altare presso il quale ogni domenica gli abitanti dei dintorni potevano udir messa, un appuntamento immancabile come raccontano i più anziani del posto, andare a messa era un rituale e al tempo stesso un auspicio poiché te fa venì ’a semmana de n’ata manera!

Solo i novantenni possono ancora direttamente testimoniare la presenza dell’eremita che risiedeva abbascio ’a chiesiella e che viveva di questua e autoproduzione di prodotti da lui stesso coltivati nel lotto di terra che fa parte della proprietà del complesso, o’ciardino d’’a Madonna.

La stessa figura dell’eremita non sfuggiva dall’essere ricoperta di aloni leggendario-mistici, anziane donne infatti raccontano di un monaco eremita preveggente e dai poteri salvifici e ne elencano i miracoli e le guarigioni operate; altre ricordano la centralità che tale figura avesse nella vita dei credenti, l’elemosina infatti era divenuta uno spontaneo e gioioso dono, un sacrificio volontariamente offerto insieme alla “tutela” e “protezione” garantita al frate che, in caso di pericolo o bisogno, richiamava il loro intervento con un particolare suono di campana precedentemente concordato.

Nel punto di incontro tra Marano, Quarto e la collina dei Camaldoli, lì dove la profondità della fede si mescola con la fantasia e la superstizione, sorge così un incanto di alto valore storico artistico in cui la stratificazione dei secoli ancora oggi testimonia il valore affettivo che ha legato intere generazioni alla chiesetta, nella quale sono chiaramente rintracciabili ed evidenti anche interventi privati dei devoti che, di propria iniziativa, apportavano modifiche in teneri e generosi tentativi di “restauri” fai da te di quel luogo avvertito come parte del più familiare  “patrimonio”.

La chiesa di Santa Maria di Pietraspaccata è oggi non accessibile poiché da qualche tempo si è provveduto alla messa in sicurezza della struttura ormai a rischio crollo, ciò però non scoraggia gli abitanti del luogo che, a proprie spese, ogni anno nel giorno di Santa Maria, organizzano la messa.

Anche quest’anno infatti, il 12 settembre alle 17 si celebrerà messa nel cortile della chiesetta purtroppo non visitabile ma la bellezza e il suggestivo fascino di essa, siamo sicuri, riuscirà a “sfolgorare” attraverso le transenne così come la luce del lume eterno, facendosi strada attraverso la roccia, diede il via ad una favola immortale, ad una pregevole costruzione ai piedi di quel castagno che ancor oggi offre le sue (non commestibili) castagne benedette, quale gratuito souvenir di un luogo che, scolpito nella roccia, non mancherà di scolpirsi nell’animo di quanti avranno il piacere di “riscoprirlo”.

Luisa De Vita
dott.ssa in Filosofia

Per informazioni relative alla storia dell’eremo e alle opere ivi rinvenute, ti rimando a www.iluoghidelcuore.it e a www.lapilli.eu (è un periodico di cultura on line)

 

 

 

 

2 pensieri su “L’Oasi dell’Eremo di Santa Maria di Pietraspaccata

  • Sono Natale mele. Da sempre con il Prof. Palermo si siamo interessati non sempre con successo dell’Eremo di Pietra Spaccata. L’umana ignominia ci ha impedito di realizzare il sogno di un accesso valido sul piano culturale religioso e didattico..Se il discorso si allarga potremo forse fare di più.

    • Caro Natale, lo speriamo con tutto in cuore. Se volete usare i nostri canali per far conoscere la storia di Pietraspaccata siamo a disposizione.

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