Le Ginkgo di Hiroshima

Oggi 71 anni fa la prima bomba atomica fu sganciata sulla città giapponese di Hiroshima. A poca distanza dal luogo dell’esplosione c’era un tempio circondato da un giardino dove, tra l’altro vivevano degli alberi di Ginkgo biloba.
Ma perché ricordare proprio questi alberi? Perché nel giro di tre anni le Ginkgo rinacquero, proprio come l’Araba Fenice dalle proprie ceneri. Questi stessi alberi sono ancora vivi e sono diventati, per i giapponesi, simboli di pace e rinascita come per noi l’ulivo.

Le Ginkgo biloba sono piante originarie dell’Asia centrale, considerate “fossili viventi” perché risalenti a circa 200 milioni di anni fa e credute estinte finché non furono ritrovate in Cina nel XVIII secolo. Piante dioiche cioè a sessi separati, crescono bene un po’ ovunque e sono resistenti allo smog e sembrano immuni alle malattie, lo dimostrano infatti gli alberi sopravvissuti alla bomba atomica. Hanno anche proprietà terapeutiche sia antinfiammatorie che antiossidanti, migliorano le funzioni cognitive e la memoria, impiegate per il trattamento degli acufeni e delle vertigini, contro l’asma, agiscono sulla circolazione, a tutti i livelli, prevenendo trombosi e flebopatie… che le Ginkgo siano la panacea di tutti i mali?

 

Barbara de Caprio

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